4 marzo 2014

Il porto di Ripetta

L'idrometro di san Rocco
L'idrometro di san Rocco
Oggi ci troviamo a largo san Rocco, davanti la chiesa omonima, cioè a pochi metri dall'idrometro per la misurazione delle alluvioni del Tevere che avevamo descritto nello scorso post (vedi foto), come al solito a caccia dei segreti di Roma.

In quell'ultimo post vi ho parlato di come la costruzione dei muraglioni del Tevere alla fine del 1800 comportò la distruzione di tutto ciò che si affacciava sul lungofiume. Fra quello che è andato perduto, una cosa particolarmente interessante e che si trovava proprio in questo luogo era un piccolo ma splendido porto costruito all'inizio del 1700, per l'approdo delle barche provenienti sopratutto dal retroterra umbro (cioè a monte del flusso del Tevere): il porto di Ripetta.

Il nome di questo porto deriva dal diminutivo del porto di Ripa Grande, un approdo difatti più grande e importante, posto più verso la foce del fiume, nella zona di Ponte Sublicio, a cui era affidato il traffico marittimo (anch'esso è andato perduto).

disegni di progetto del porto
disegni di progetto del porto
Il fatto che ci sia stato un traffico fluviale ben organizzato sul Tevere di solito stupisce il romano di oggi, abituato com'è a vedere il traffico sui lungotevere, spostato però sulla terraferma, come un'esclusiva conquista della modernità! Forse questo è anche una spia di un rapporto di vicinanza e di rispetto dei romani con il loro fiume che andrebbe recuperato...

Il porto di Ripetta, progettato dall'architetto Alessandro Specchi, aveva un prospetto a gradoni, artisticamente molto bello, proprio di fronte alla chiesa di San Rocco (vedi disegno), con una fontana al centro per dissetare persone e animali a cui erano affidati i carichi delle imbarcazioni. Materia prima della costruzione: come abbiamo già visto altrove...il travertino del Colosseo!

Possiamo trovare dov'era la posizione esatta del porto di Ripetta attraverso una sovrapposizione che ho eseguito dell'antica "mappa di Roma" di Nolli (1748) con la moderna mappa di Google Maps (ho eseguito sulla mappa antica una moderna tecnica di riproiezione geografica) (vedi foto-sequenza). La sovrapposizione consente anche di appurare la severità dell'intervento della costruzione dei muraglioni sull'originale corso del fiume.

Il nome di una delle tre vie del "tridente romano", via di Ripetta, che si diparte da Piazza del Popolo e arriva proprio qui, deriva proprio dal fatto che conduceva a questo approdo.

mappa di Nolli (1748) sovrapposta a Google Maps
mappa di Nolli (1748) sovrapposta a Google Maps
I lettori del mio blog ovviamente si staranno già chiedendo se, a parte il nome della via, oggi sia rimasta qualche altra segreta "traccia" di questo antico porto. A questa domanda la maggior parte delle guide turistiche risponderà negativamente, la costruzione del Ponte Cavour ha cancellato quel poco che ne era rimasto dopo la costruzione dei muraglioni. Eppure...

La fontana del porto di Ripetta
La fontana dei navigatori
Spostiamoci verso il Ponte Cavour, attraversando via Tomacelli. In un piccolo slargo un pò nascosto troviamo una fontana.
La maggior parte dei passanti non fa mai caso a questa fontana, ma essa è abbastanza curiosa: in secca, con due colonne ai lati, e con una sorta di lampione (spento) in cima (vedi foto).
In realtà essa è l'originale fontana dell'antico porto di Ripetta, le due colonne sono i due antichi idrometri delle alluvioni che si trovavano ai suoi lati, e la lanterna che c'è sopra era nientemeno che...l'antico faro del porto!

Una rara foto del 1878 (vedi foto) riprende il lungofiume poco prima della costruzione dei muraglioni. In essa vediamo le due colonne e la fontana con la lanterna-faro, uniche superstiti che ora, insieme a noi, custodiscono il ricordo di questo pezzo di Roma che non c'è più.

Il porto di Ripetta nel 1878
Il porto di Ripetta nel 1878

Largo san Rocco è qui.

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