22 febbraio 2014

La fontana della Barcaccia

Oggi ci troviamo in un altro luogo che, al pari della fontana di Trevi, è tra i più apprezzati dai turisti: piazza di Spagna (vedi foto), a caccia di un piccolo grande segreto di Roma.

Piazza di Spagna
Piazza di Spagna
Quanto è affascinante questa piazza! Forse non si può dire di aver davvero visitato Roma se non ci si è mai seduti sulla famosa scalinata di Trinità dei Monti...

Ma oggi vorrei soffermarmi a riflettere sulla famosa fontana che si trova qui, la famosa "Barcaccia" (vedi foto), opera di Pietro Bernini (il padre del famosissimo Gian Lorenzo). La presenza di questa "barca" qui ha una motivazione particolarmente curiosa, che forse molti miei lettori già conoscono, ma a cui non si dà mai, secondo me, il giusto rilievo. Cercherò di spiegarvi il tutto facendo come al solito un piccolo passo indietro.

I primi nuclei abitativi antichi di Roma, come tutti sanno, erano sui famosi "sette colli". Ma perchè gli antichi all'inizio decisero di stabilirsi sui colli e non sul terreno sottostante? Certo, dalle alture i romani potevano avvistare prima i nemici (ma non poi così tanto prima...), ma allora perchè non mettere sui colli semplicemente delle torri di avvistamento?

Seconda questione: è risaputo che quasi ovunque si scavi a Roma, dalle cantine dei palazzi storici fino agli scavi per le nuove metropolitane, troviamo resti di manufatti ed edifici antichi. E' stato così anche per tutto quello che, in secoli di scavi, è già stato portato alla luce del sole, come ad esempio il Foro Romano. Persino il maestoso Colosseo era parzialmente sotterrato! Ma perchè a Roma le antichità erano (e alcune...sono ancora) sotto terra? E perchè più si va in profondità e più antiche sono le costruzioni e i manufatti che si portano alla luce?

Tutto va come se una forza, agente a Roma, si preoccupasse periodicamente di sotterrare le cose che non erano riposte in alto (cosicchè si era più protetti sui luoghi sopraelevati, come i sette colli), e nel contempo quando tale forza svaniva la vita nei luoghi più bassi riprendeva normalmente, ma "sopra" gli oggetti sotterrati.

Ebbene, questa forza esisteva a Roma, ed esiste ancora! Il suo nome è: il Tevere.

L'idrometro a Largo S.Rocco
L'idrometro a Largo S.Rocco
Le piene di questo fiume, da millenni, hanno sempre periodicamente inondato lo spazio dove ora risiede la città, risparmiando ovviamente le alture. Le statistiche ci dicono che mediamente ogni 10-20 anni, da sempre, il Tevere è soggetto a piene straordinarie. Queste piene hanno sempre creato ingenti danni e reso Roma in vari casi molto simile a Venezia!

Sparse per Roma abbiamo notevoli "tracce" di queste enormi inondazioni antiche: ad esempio a largo San Rocco, sul muro esterno della chiesa che dà il nome alla piazza, troviamo un "idrometro", che serviva a segnalare il livello dell'acqua del fiume (vedi foto). Questo ci segnala, fra le altre cose, che l'acqua nel 1598 arrivò oltre 4 metri sopra l'attuale piano stradale!!! Numerose altre tracce di queste inondazioni sono sparse per Roma e le segnaleremo in altri post.

Al rientro della piena del fiume, i luoghi inondati spesso erano distrutti, o divenuti paludosi o semisotterrati dal fango, tanto che in molti casi si preferiva costruirci sopra piuttosto che cercare di disseppellirli. Questo è stato fino al 1875, quando si decise di creare lungo il percorso cittadino del fiume una sorta di "contenitore artificiale" di larghezza costante molto grande e con argini molto alti, tanto da poter contenere le piene: i cosiddetti "muraglioni" del Tevere (vedi foto).

Un tratto dei muraglioni del Tevere
Un tratto dei muraglioni del Tevere
Purtroppo la costruzione dei muraglioni comportò anche la distruzione di tutto quanto esisteva di storico e paesaggistico lungo le rive, e che oggi possiamo solo immaginare grazie a rare foto d'epoca o ai dipinti antichi (vedi dipinto).

Veduta del Tevere (Vanvitelli, 1685)
Veduta del Tevere (Vanvitelli, 1685)
E che c'entra in tutto ciò la fontana della Barcaccia di piazza di Spagna?
Beh, quando a Pietro Bernini fu commissionata una fontana nella piazza, egli non sapeva come ovviare al problema della pressione dell'acqua, che in quel punto era assai scarsa. La leggenda racconta che, mentre rifletteva sul grave problema tecnico, osservò una barca che, oramai parzialmente distrutta, era stata portata fino lì da un'inondazione del Tevere, e quando le acque si erano ritirate essa era rimasta "in secca" sul terreno della piazza. Questo "relitto" nella piazza ispirò nella mente dell'artista l'idea della "fontana-barca", il cui effetto scenografico, insieme alla sua posizione ribassata, necessitano di pochissima pressione dell'acqua.

Sono sicuro che, adesso che sapete questo retroscena, come me non vedrete mai più la Barcaccia nello stesso modo!

Piazza di Spagna è qui.

Nessun commento :

Posta un commento