24 gennaio 2014

L'asso di Coppe

La Fontana di Trevi vista da via della Stamperia
La Fontana di Trevi vista da via della Stamperia
Oggi ritorniamo in un luogo che abbiamo già visitato in un vecchio post, felici come quando si ritorna a trovare un vecchio amico che non si vedeva da tempo: ci troviamo nuovamente di fronte alla Fontana di Trevi (vedi foto).

Già in quel post evidenziavo come questa scenografica fontana rappresenti uno dei più rinomati simboli di Roma nel mondo.
E' per questo che, dopo tanti post associati a posti "segreti" di Roma, mi è sembrato doveroso ritornare ad osservare uno dei luoghi "famosi", ma ovviamente guardandolo, come oramai cari amici lettori siete abituati, attraverso la prospettiva speciale del nostro blog.

Via Condotti vista dalla scalinata di Piazza di Spagna
Via Condotti vista dalla scalinata di Piazza di Spagna
Una delle cose che nel vecchio post vi narravo era la leggenda della ragazza (dal latino 'virgo', cioè vergine) che, circa 2000 anni fa, condusse i soldati assetati di Agrippa alla fonte d'acqua dove si trova oggi la fontana di Trevi, una fonte che, per questo motivo, da allora e ancora oggi è chiamata "acqua vergine". Quello che però non vi ho narrato è l'itinerario percorso da questa ragazza: i soldati furono condotti attraversando una strada dove ancora oggi, sottoterra, le condotte antiche alimentano e collegano la fontana della Barcaccia di piazza di Spagna con la fontana di Trevi. Stiamo parlando cioè di una via che potrebbe chiamarsi "via dei soldati condotti", ma anche della "via dei condotti d'acqua"...avete capito di che strada stiamo parlando? Ma certo! Della famosissima "Via Condotti"! Ecco perchè si chiama così! (vedi foto)

Ma torniamo alla nostra fontana e, folla di turisti permettendo, guardandola posizioniamoci sul suo lato destro, ponendoci quindi all'inizio di via della Stamperia. Da questa posizione torniamo con la fantasia al 1732, anno in cui l'architetto della fontana, Nicola Salvi, si affaticava ogni giorno con i suoi collaboratori a seguire il suo maestoso progetto scultoreo che oggi ammiriamo realizzato. Considerate che ideare e realizzare un progetto di tale grandezza ed eleganza non deve essere stato un compito facile: erano circa cento anni che si proponevano progetti per la realizzazione della fontana, ma nessun artista, per scarsezza di mezzi o di inventiva, era riuscito a farsene approvare uno. Persino Salvi morì prima di veder completato il suo progetto, la cui realizzazione durò alcuni anni.

In un contesto di tale portata, appare più che ragionevole supporre che nel corso dei lavori si presentassero al Salvi idee e problematiche nuove e non previste nel progetto originario, e che quindi l'impegno per l'architetto fosse abbastanza gravoso e le sue giornate non fossero proprio all'insegna del "buonumore".
L'asso di coppe della fontana di Trevi
Si racconta che in quel periodo l'architetto giornalmente subiva la saccenza di un barbiere che, avendo la sua bottega con vista sul cantiere, osservava tutto il giorno lo svolgersi dei lavori infastidendolo continuamente con critiche e consigli non richiesti.
Dopo l'ennesima critica subita, l'architetto decise di modificare il suo progetto...ma non andando incontro alle richieste del saccente artigiano ma, piuttosto, impedendogli di nuocere! Decise infatti di far rialzare, sul bordo del parapetto della fontana, un enorme vaso ornamentale, in modo che dalla bottega del barbiere fosse impedita la visuale dei lavori!

Questa curiosa scultura (vedi foto) i romani la chiamano "asso di coppe", per via della somiglianza con il simbolo sulle carte da gioco, ma in realtà rappresenta proprio uno dei contenitori che usavano i barbieri. In questo modo il Salvi ha voluto dare un messaggio chiaro al suo rompiscatole (...e io aggiungo: a tutta l'umanità): fatti gli affari tuoi!

Piazza di Trevi è qui.

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